Notizia del 25/11/2008
Campagne di Prevenzione
Cecità. L'indagine Leo nelle università italiane
Lo 0,1% della popolazione universitaria soffre di problemi alla vista ed è ipovedente o non vedente. Lo dice un'indagine effettuata nella metà delle Università italiane, rappresentative del 67% della popolazione studentesca
Lo 0,1% della popolazione universitaria soffre di problemi alla vista ed è ipovedente o non vedente. Lo dice un'indagine effettuata nella metà delle Università italiane, rappresentative del 67% della popolazione studentesca
ROMA - "Abbiamo tenuto molto a realizzare un'indagine nelle Università per capire quanti fossero gli studenti con disabilità e riuscire così ad elaborare un intervento il più efficace possibile" a dirlo è Emanuele Guido, responsabile dell'Ufficio Studi dei Leo Club Italiani e promotore dello studio sulgli studenti disabili visivi nelle università italiane. "Dall'analisi effettuata sono emerse due fondamentali considerazioni: la prima è che, nella maggior parte dei casi, il vero ostacolo allo studio dei ragazzi con disabilità della vista non è rappresentato dalla mancanza di tecnologie adeguate," sostiene Guido alla conferenza stampa che si è tenuta oggi presso l'università Bocconi di Milano per la presentazione di linee guida condivise "quanto piuttosto dall'inadeguatezza dei format dei testi di studio; questo è il motivo principale per la costituzione della Task Force sulle linee guida, elemento imprescindibile del nostro progetto".
"La seconda considerazione è legata al numero ancora eccessivamente ridotto di studenti universitari disabili e alla forte concentrazione degli stessi nelle facoltà umanistiche, primariamente Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione. Tale risultato - ha continuato Emanuele Guido- è sicuramente riconducibile al fatto che tali facoltà presentano materie più idonee ad essere studiate con il solo ascolto di supporti audio; esse, inoltre, contano già numerosi laureandi e laureati che aiutano gli studenti più giovani tramite, ad esempio, la condivisione dei materiali di studio, spesso autoprodotti con il supporto di colleghi, amici o familiari. Il nostro obiettivo è incentivare anche lo studio delle materie scientifiche che oggi, con le nuove tecnologie, sono decisamente più accessibili e si inseriscono meglio nel percorso di studi del singolo ragazzo. E' importante comunque ricordare che il nostro intervento sarà tanto più efficace e sostenibile quanto più coeso sarà il lavoro di squadra tra docenti, servizio disabili delle Università e le Associazioni di supporto."
E, dati alla mano, le iscrizioni risultano così diversificate: uno studente su tre sceglie di seguire facoltà scientifiche. Medicina (24%), Economia e Matematica (entrambe al 16%), Ingegneria (12%) hanno le percentuali più basse di iscrizioni. Tra le facoltà umanistiche, che accolgono il 62% degli studenti con disabilità visiva, le più frequentate sono Lettere e Filosofia (27%), Scienze della Formazione (22%), Giurisprudenza (17%) e Scienze Politiche (10%). L'accoglienza spetta alle singole Università che accolgono, gli studenti con disabilità in diverse forme.
I Leo intervengono invece con uniformità e il loro progetto - Unileo 4 light - è presente in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Scopo: integrare o aggiornare le tecnologie presenti nelle università ed offrire numerosi servizi accessori per l'integrazione scolastica universitaria di non vedenti e ipovedenti. Lo sviluppo di linee guida per la produzione di documenti elettronici accessibili e fruibili da parte di studenti ipovedenti e non vedenti nasce qui e sono state presentate nella mattinata di lunedì 24 novembre, presso l'Università Bocconi di Milano. Nella stessa sede, infatti, è stato poi ufficialmente firmato da parte dell'associazione nazionale Subvedenti, di Retina Italia (Federazione italiana per la lotta alla retinite pigmentosa), del Libro Parlato Lions e dell'associazione italiana Ipovisione il riconoscimento delle linee guida quali regole condivise per la produzione di materiali didattici fruibili.
"Abbiamo tenuto molto a realizzare un'indagine nelle Università per capire quanti fossero gli studenti con disabilità e riuscire così ad elaborare un intervento il più efficace possibile - ha affermato Emanuele Guido, responsabile dell'Ufficio Studi dei Leo Club Italiani - Dall'analisi effettuata sono emerse due fondamentali considerazioni: la prima è che, nella maggior parte dei casi, il vero ostacolo allo studio dei ragazzi con disabilità della vista non è rappresentato dalla mancanza di tecnologie adeguate, quanto piuttosto dall'inadeguatezza dei format dei testi di studio; questo è il motivo principale per la costituzione della Task Force sulle linee guida, elemento imprescindibile del nostro progetto. La seconda considerazione è legata al numero ancora eccessivamente ridotto di studenti universitari disabili e alla forte concentrazione degli stessi nelle facoltà umanistiche, primariamente Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione. Tale risultato - ha continuato - è sicuramente riconducibile al fatto che tali facoltà presentano materie più idonee ad essere studiate con il solo ascolto di supporti audio; esse, inoltre, contano già numerosi laureandi e laureati che aiutano gli studenti più giovani tramite, ad esempio, la condivisione dei materiali di studio, spesso autoprodotti con il supporto di colleghi, amici o familiari. Il nostro obiettivo è incentivare anche lo studio delle materie scientifiche che oggi, con le nuove tecnologie, sono decisamente più accessibili e si inseriscono meglio nel percorso di studi del singolo ragazzo. E' importante comunque ricordare che il nostro intervento sarà tanto più efficace e sostenibile quanto più coeso sarà il lavoro di squadra tra docenti, servizio disabili delle Università e le associazioni di supporto."
Testo tratto da "SuperAbile.it"
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